Stitichezza: i rimedi per andare in bagno facilmente

Che cosa è la stitichezza?

La stitichezza, detta anche stipsi, è un’alterazione dell’attività motoria intestinale che provoca un rallentamento del transito delle feci che, quindi, diventano dure e più difficili da espellere. E’ una condizione in cui sono presenti meno di tre evacuazioni a settimana; nella forma severa sono presenti circa due evacuazioni mensili. La stipsi interessa circa il 20% della popolazione, con una maggiore incidenza nelle donne e negli anziani.

Quanti tipi di stitichezza ci sono?

  • Fisiologica: è transitoria e si presenta quando ci sono importanti cambiamenti nelle abitudini quotidiane (viaggi, gravidanza, cambiamenti improvvisi della dieta, digiuno).
  • Cronica abituale: inizia di solito durante l’infanzia o l’adolescenza, senza apparente relazione con altre patologie o con cambiamenti dello stile di vita. Può essere:

– atonica, la più frequente, con un rallentamento del tempo di transito intestinale. E’ causata da fattori alimentari, sedentarietà, inibizione del riflesso della defecazione, abuso di lassativi;

– spastica associata a dolore di tipo colico;

– rettogena, dovuta alla perdita del riflesso della defecazione.

Da cosa è causata?

La stitichezza può essere causata da:

  • uno stile di vita non corretto (basso apporto di fibre e acqua nella dieta e inattività fisica);
  • patologie associate (come Parkinson, sclerosi multipla, ipotiroidismo, diabete mellito, IBS, IBD);
  • utilizzo di alcuni farmaci (oppiacei, antiacidi, ansiolitici, antiaritmici, anticolinergici, anticonvulsivanti, antidepressivi, natriuretici, antineoplastici, supplementi a base di ferro).

I principali fattori che determinano le dimensioni delle feci sono il tempo di transito (è probabilmente una caratteristica ereditaria) e la dieta, la variabile più importante.

Come si previene e si cura la stitichezza?

Nella maggior parte dei casi si risolve con misure igieniche e dietetiche che hanno lo scopo di regolarizzare le evacuazioni.

  • Segui una dieta con effetto lassativo per aumentare l’attività intestinale; dovresti:

– aumentare il contenuto di fibra. La fibra è presente negli alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, cereali integrali e prodotti derivati, legumi e frutta secca).

– aumentare le secrezioni intestinali, mediante l’assunzione di cellulosio, lattosio, alimenti grassi, agrumi e liquidi freddi a digiuno o prima dei pasti.

  • Evita la sedentarietà e pratica un esercizio fisico regolare 3/5 volte a settimana: ti aiuterà a regolarizzare la funzione intestinale. Nei tuoi allenamenti non dovrebbero mancare esercizi per tonificare i muscoli addominali.
  • Dovresti assegnare un tempo regolare per la defecazione, stabilire un orario per creare una nuova regolarità dell’alvo, cercando di andare in bagno ogni giorno alla stessa ora, evitando di posporre le defecazioni.
  • Non sopprimere lo stimolo alla defecazione per posporla.
  • Usa con cautela i lassativi.
  • Quando è possibile, evita i farmaci che favoriscono la stipsi.
  • Anche lo stress può causare stitichezza: impara a gestirlo utilizzando la meditazione Mindfulness.
  • Consuma i tuoi pasti con tranquillità e mastica bene gli alimenti per facilitare il processo digestivo.
  • Rispetta le ore di sonno (preferibilmente 7-8 ore).

Cosa mangiare in caso di stitichezza? Fibre e probiotici!

Per prevenire e trattare la stitichezza si parte dalla dieta. Una dieta ricca di cereali e verdura, ricca di cellulosa non assorbita, stimola la motilità intestinale; le fibre aumentano il transito intestinale, il volume delle feci e di conseguenza rappresentano il trattamento più fisiologico. Tra gli alimenti più utili troviamo crusca, carote, prugne (ricche di magnesio), mele (ricche di sorbitolo), fichi, olio d’oliva (15 ml al giorno), datteri, pomodori. Ti consiglio di bere tanta acqua (o tisane, se preferisci), circa 6 – 8 bicchieri al giorno oltre il normale. Tra gli effetti collaterali ci sono meteorismo e flatulenze . L’utilizzo di fibra è da evitare se la stitichezza è indotta da farmaci.

Esistono due tipi di fibra: solubile e insolubile. La fibra insolubile è fondamentale nel trattamento della stipsi, perché non è attaccata dalla flora batterica intestinale e cattura una grande quantità di acqua, determinando un aumento del volume delle feci e della motilità intestinale, con una conseguente riduzione del tempo di transito intestinale. La fibra solubile, invece, è fermentata dai batteri intestinali, producendo effetti osmotici di ritenzione di acqua e aumento della massa fecale per proliferazione batterica. Cereali integrali e legumi sono molto ricchi di fibra; la crusca, il pane integrale ed i cereali integrali hanno soprattutto fibra insolubile. L’assunzione raccomandata di fibra è di 20-35 g/giorno, e si consiglia un rapporto fibra insolubile/fibra solubile di 3/1. Quando l’assunzione di fibra è insufficiente, possono essere aggiunti altri prodotti, come la crusca, insieme ad un’adeguata ingestione di acqua (almeno 1,5 litro al giorno).

Numerosi studi indicano che situazioni di disbiosi intestinale possono aumentare l’incidenza di stitichezza. La riduzione dei “Bacteroidetes” e un aumento dei “Firmicutes” può alterare l’omeostasi intestinale, favorendo l’aumento di microrganismi opportunisti che diventano patogeni. Inoltre può alterare la motilità e la produzione di secrezioni intestinali e metaboliti infiammatori. Per questo i probiotici sono sempre più utilizzati nel trattamento della stitichezza. Infatti, i probiotici possono:

  • modificare il microbiota intestinale spesso alterato nei soggetti stitici;
  • regolare la funzione e la motilità intestinale;
  • regolare l’omeostasi intestinale;
  • migliorare la distensione addominale e ridurre le sindromi da malassorbimento causate dalla stipsi.

I probiotici con maggiori evidenza clinica sono i bifidobatteri e i lattobacilli: questi aumentano la frequenza delle defecazioni e la morbidezza delle feci.

I simbiotici, costituiti da un mix di probiotici e prebiotici, possono fornire non solo effetti additivi ma anche sinergici; infatti, un trattamento cronico di almeno un mese con simbiotici può migliorare la sopravvivenza dei probiotici e ripristinare l’equilibrio microbico intestinale, con conseguente miglioramento della stitichezza e senza effetti collaterali rilevanti.

Che fare se nonostante tutto la stitichezza persiste?

Nei casi di stitichezza severa, che non si riesce a risolvere con le misure igieniche e dietetiche menzionate, è possibile ricorrere ai lassativi. Il loro utilizzo è indicato per un tempo limitato in quanto a lungo termine può causare effetti collaterali. Ce ne sono di vari tipi con diverso meccanismo d’azione:

  • I lassativi che aumentano il volume, come la crusca che rappresenta il lassativo di prima scelta.
  • I lassativi emollienti hanno la proprietà di emulsionare l’acqua con i lipidi delle feci, ammorbidendole. Sono utili i clismi contenenti olio di arachidi e sorbitolo che agisce come emolliente anche se assunto per bocca.
  • I lassativi osmotici (lattulosio, sorbitolo, polietilenglicole), preferiti agli stimolanti nel primo approccio, richiamano acqua all’interno dell’intestino per effetto osmotico e ammorbidiscono le feci. Sono necessari da 30 minuti a diversi giorni per ottenere l’effetto lassativo. Un uso eccessivo può causare disidratazione e in pazienti cardiopatici o nefropatici possono determinare uno sbilancio elettrolitico. Il lattulosio, costituito da galattosio e fruttosio, è uno zucchero scarsamente assorbito a livello intestinale che diventa substrato per la flora batterica intestinale con conseguente produzione di idrogeno e metano, abbassamento del ph fecale, rilascio di anidride carbonica e acidi grassi e richiamo di acqua. Il suo effetto lassativo si verifica dopo 24-72 ore dall’assunzione ed è dose dipendente. L’unico effetto collaterale è la formazione di gas e, quindi, il gonfiore addominale. Anche il sorbitolo ha un effetto simile a quello del lattulosio.
  • I lassativi lubrificanti, come la glicerina, rendono difficile l’assorbimento di acqua e sono efficaci come coadiuvanti dei lassativi osmotici.
  • I lassativi salini (idrossido di magnesio); il magnesio è un lassativo osmotico che può essere utilizzato nel trattamento della stitichezza lieve o moderata; dal momento che è scarsamente assorbito, agisce richiamando fluidi a livello intestinale. Il solfato di magnesio è un lassativo salino potente che tende a produrre un grande volume di feci liquide e distensione addominale entro le 6 ore dall’assunzione.
  • I lassativi di tipo irritante o stimolante (composti antrachinonici, composti polifenolici e l’olio di ricino) agiscono sull’innervazione del colon aumentando la motilità intestinale.

Tra i lassativi di tipo stimolante troviamo gli antrachinoni; questi composti sono scarsamente assorbiti e agiscono modificando la secrezione e la motilità intestinale, ed inibendo l’assorbimento di elettroliti. Questi lassativi sono attualmente raccomandati per il trattamento a breve termine della stitichezza (massimo 2 settimane), e spesso sono associati anche all’utilizzo di fibra, utile soprattutto negli anziani con stipsi cronica. La senna è il lassativo antrachinonico più utilizzato (l’effetto lassativo delle foglie è maggiore di quello dei frutti). La senna può essere assunta sotto forma di tè o sciroppo e di solito induce un’evacuazione intestinale entro le 6 ore dall’assunzione.

Oltre alla senna, è possibile utilizzare altri lassativi irritanti:

– i glicosidi della senna, i sennosidi A e B, disponibili sotto forma di supplementi alimentari;

– la cascara (cascarosidi A, B, C, D), il cui effetto si verifica dopo 8-12 ore dall’assunzione;

– la frangula, contenente la glucofrandulina A e B, che ha un’azione lassativa dopo 10-12 ore dall’assunzione;

– l’aloe, contenente aloine A e B, e il rabarbaro, contenente i sennosidi A e F. Le preparazioni a base di aloe sono tra le più potenti, tuttavia il loro utilizzo è fortemente limitato dagli effetti collaterali (possono provocare coliche).

L’olio di ricino viene idrolizzato dalle lipasi intestinali con liberazione di acido ricinoleico che inibisce l’assorbimento di acqua e stimola la funzione motoria intestinale. Il suo effetto lassativo si verifica entro 6 ore dall’assunzione; i crampi addominali sono un effetto collaterale comune.

  • Gli agenti procinetici possono essere utili per trattare la stipsi da rallentamento del transito colico.
  • I clisteri e le supposte possono stimolare la contrazione del retto per distensione o ammorbidire le feci per un’azione chimica. Le supposte di glicerina agiscono come stimolanti a livello rettale per la modesta azione irritante del glicerolo.

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A presto,

Daniela